ABSCHIEBUNGEN PER DUBLIN GESTOPPT

Seehofers Dublin-Trick.

Quelle: La Repubblica

Seehofer versucht Italien übers Ohr zu hauen, und plant trotz der großen Corona-Belastung  des Landes, Flüchtlinge, die Italien bis auf weiteres nicht mehr zurücknimmt, zu sammeln und durch Aussetzung der Überstellungsfrist nachträglich auf Basis der Dublin-Verordnung zu Tausenden zurückzuschicken, wenn Corona vorbei ist. Das hat ein Bericht von La Repubblica, der angesehenen italienischen Tageszeitung, nun aufgedeckt. Wir haben dabei geholfen.

Unter der Überschrift „Der Streit um die Zurückweisung der Flüchtlinge nach Italien“ schreibt die Berliner Korrespondentin Tonia Mastrobuoni, dass der Eifer der deutschen Regierung, Abschiebungen nach Italien durchzuführen, nicht besänftigt werden konnte, nicht einmal in der größten Pandemie des Jahrhunderts. Mit Hilfe juristischer „Winkelzüge“ versuche man über den §80.4 des Verwaltungsrechts Dublin-Fristen auszusetzen, so dass Italien nach der Pandemie die angesammelten Flüchtlinge weiter aufnehmen müsse. Diese „illegale Praxis“ wie sie La Repubblica nennt, steht im Widerspruch zu den klaren Corona-Leitlinien der Europäischen Kommission, die eine Verlängerung der Überstellungsfristen wegen Corona ablehnt. Offenbar versuche aber die Regierung Merkel, das in Brüssel auszuhebeln.

Dieser Artikel wird die Stimmung in Italien, von Deutschland in der Corona-Krise alleingelassen zu sein, weiter befeuern, diesmal zu Recht. Frau von der Leyen hat in einem früheren Interview der La Repubblica gesagt, die Sinnhaftigkeit der Dublin-Verordnung habe sich ihr noch nicht erschlossen. 

Es ist an der Zeit die sinnlose Dublin-Verordnung in der Corona-Zeit nicht nur auszusetzen, sondern endgültig durch ein faires und menschliches Verteilungssystem zu ersetzen. Dublin hat so viel Leid und Ungerechtigkeit erzeugt. Italien und andere europäische Länder sollten sich strikt weigern, weitere Flüchtlinge aus Deutschland zurückzunehmen, mit oder ohne Seehofers Winkelzüge.

Es ist zu hoffen, dass die Medien die deutsche Nabelschau auf Corona nun beenden und auch die Flüchtlinge unter uns und das Leid der anderen Länder in den Fokus nehmen.

https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2020/04/26/news/germania_berlino_respingere_profughi_verso_italia_codice_amministrativo_angela_merkel-254974189/

Berlino, il cavillo per respingere i profughi verso l'Italia | Rep

26 Aprile 2020
BERLINO - In Germania, la foga dei ricollocamenti non si è placata neanche con la più grande pandemia del secolo. Il nuovo spauracchio dei profughi scappati nel Paese di Angela Merkel ha un titolo asettico: paragrafo 80 comma 4 del Codice amministrativo. Ed è un cavillo che non dovrebbe attirare solo l'attenzione dei rifugiati a Monaco o a Dortmund, a Dresda o a Stoccarda e dei loro avvocati tedeschi, ma anche dell'Italia.

Perché nasconde un trucco per rimandare indietro, alla fine dell'emergenza Covid 19, ogni 'dublinante' che si trovi ancora in Germania. Di fatto, è un espediente per sospendere il loro diritto di chiedere asilo allo scadere dei 6 mesi o dei 18 mesi canonici previsti dagli Accordi di Dublino.

Per capire che si tratta di una prassi illegale, è sufficiente consultare le linee-guida della Commissione Ue pubblicate qualche giorno fa sul diritto d'asilo ai tempi del coronavirus. Il 16 aprile Bruxelles ha preso una posizione netta sull'argomento. Ribadendo che "se il ricollocamento non avviene entro le scadenze (6 mesi che diventano 18 se il "dublinante" si rende irreperibile, ndr)", la competenza sul profugo passa al Paese che lo ospita. In altre parole, da quel momento può chiedere asilo lì. E la Commissione scrive che "in una situazione come quella determinata dall'emergenza da Covid 19, nessuna decisione consente eccezioni a questa regola".

Ma secondo una fonte autorevole, il governo Merkel starebbe negoziando con Bruxelles proprio per ottenere una sospensione degli Accordi di Dublino, nel bel mezzo della pandemia.

Ricordiamolo: con la definizione "dublinanti" si inquadrano i richiedenti asilo arrivati in un Paese ma poi scappati altrove. Secondo gli accordi europei di Dublino, dovrebbero essere tutti rimandati indietro nel Paese di primo approdo (tipicamente l'Italia o la Grecia o la Spagna). Dall'esplodere della pandemia, però, tutti i ricollocamenti dalla Germania verso l'Italia, come ha raccontato per prima Repubblica, sono stati sospesi.

Per i migranti, quella della sospensione è una doppia buona notizia: finché ci sarà l'emergenza da coronavirus, non rischiano di essere espulsi. E nel frattempo si avvicina la scadenza dei sei o diciotto mesi oltre la quale potranno fare domanda di asilo in Germania. Ebbene, ricorrendo a un cavillo a dir poco tirato per i capelli, il ministero dell'Interno tedesco si è inventato un modo per sospendere quel periodo, per fare in modo che quei profughi vengano rimandati in ogni caso in Italia, non appena l'emergenza da pandemia sarà finita, e che sfumi ogni loro chance di restare in Germania.

Il paragrafo 80 comma 4 stabilisce che una scadenza possa essere congelata quando ci siano dei processi in corso. E viene applicata normalmente ai contratti edilizi o ad altre fattispecie lontanissime dal diritto di asilo. Ma nella lettera che molti profughi stanno ricevendo in questi giorni, quella norma del diritto amministrativo viene collegata agli Accordi di Dublino.

Nel caso abbiano dei processi in corso - e la stragrande maggioranza li ha, perché fanno ricorso contro i ricollocamenti - la lettera li avverte che i loro sei o diciotto mesi sono congelati. Gli avvocati si sono precipitati a consigliare ai profughi di ritirare i ricorsi, ma nel frattempo il ministro dell'Interno Horst Seehofer sta trattando anche a Bruxelles per cancellare le eccezioni chiaramente stabilite durante la pandemia.

Tonia Mastrobuoni
Correspondent
La Repubblica

Heute meldet die SZ, dass Horst Seehofer alle Dublin-Abschiebungen in europäische Länder gestoppt hat.

Das ist ein großer Erfolg von vielen, auch für unsere Initiative und den Brief an Seehofer und Söder.

Aus Afghanistan hören wir von einer informellen Aussetzung der Abschiebungen.

Nun müssen wir uns dafür einsetzen, dass auch die anderen Abschiebungen, etwa nach Afrika, Äthiopien oder in den Iran ausgesetzt werden in Corona-Zeiten.

Wir hoffen, dass die Dublin-Verordnung, die soviel Unglück und Ungerechtigkeit gebracht hat, ganz aufgegeben wird.
Nach Corona sollten keine inhumanen Abschiebungen in unsichere Länder wie Afghanistan oder den Iran mehr stattfinden.
Corona lehrt uns, ein besseres menschliches Miteinander zu pflegen. Das gilt auch für unsere Asylpolitik.


Herzliche Grüße

Stephan Theo Reichel
 1. Vorsitzender
matteo - Kirche und Asyl e.V.
Verein  mit Gemeinnützigkeit